Articoli: 1)Il linguaggio del corpo - 2)La consulenza per pazienti affetti da psoriasi
IL LINGUAGGIO DEL CORPO
Per linguaggio del corpo comunemente si intende il significato derivabile dalla postura, dai gesti, dalla mimica del volto.
E’ probabile tuttavia che anche i sintomi del corpo che si ammala spesso abbiano un “senso” congruente con la storia dell’individuo, costituendo un vero e proprio linguaggio che rinforza e vicaria quello verbale. In tal modo il corpo invia dei messaggi che ci informano sulle nostre difficoltà, contrarietà ecc.
E' noto che fattori psico-sociali rivestono spesso un ruolo determinante nello scatenare e mantenere la malattia, precipitando quella che sarebbe una semplice predisposizione genetico-costituzionale.
Numerose ricerche mediche, psicologiche e sociali documentano la notevole influenza della psiche e degli eventi stressanti sul corpo e sulla salute.
Tra le ricerche psicologiche sono da citare gli studi sull'efficacia di un particolare compito di scrittura sulla salute fisica. E' accertato sperimentalmente che coloro che lo hanno eseguito hanno goduto nell'anno successivo di una migliore salute rispetto a gruppi di controllo e, se alcolisti, hanno ridotto l'assunzione di alcool. Il compito ha poche controindicazioni e può vantaggiosamente essere adattato alle esigenze individuali per cui è comunque opportuna la prescrizione da parte di uno psicologo e/o psicoterapeuta. Anche parlare con uno psicoterapeuta, almeno per soggetti sani, procura benefici analoghi.
Se questo compito di scrittura ha un' efficacia generica sullo stato di salute, per problemi specifici sono spesso necessari interventi psicologici mirati da parte di psicologi-psicoterapeuti che affianchino le cure mediche.
L'opera dello psicologo è tanto più importante in quanto in genere è molto difficile collegare i sintomi corporei patologici con gli stati emotivi e gli eventi esistenziali dell'individuo.
C'è una discontinuità tra il pensiero cosciente e il corpo. I sintomi fisici d'altronde non hanno la parola, non la utilizzano, possono parlare solo per simboli, con un linguaggio che un informatico chiamerebbe "analogico" cioè simile in qualche modo a ciò che vuole significare, mentre la parola è un linguaggio digitale, vale a dire che non c'è una somiglianza, un'analogia spiccata tra parola e ciò che rappresenta (tanto è vero che lo stesso oggetto in lingue diverse viene chiamato in modi totalmente diversi).
I due linguaggi, analogico e digitale hanno ciascuno vantaggi e svantaggi; l'analogico in particolare ha lo svantaggio di non essere chiaro, univoco e ciò spiega la difficoltà di interpretare il significato dei sintomi del corpo.
Questo articolo vuole in qualche modo decifrare alcuni dei significati simbolici delle manifestazioni corporee. Esso è la raccolta di alcuni appunti e ipotesi psicosomatiche sul significato dei sintomi e di patologie, elaborati nel corso della mia esperienza professionale. Non è assimilabile completamente a uno studio scientifico perchè solo per alcune delle suddette ipotesi ho svolto ricerche sistematiche e statistiche, ma è paragonabile a una “teoria” per la quale si attende che vengano trovati gli strumenti atti a verificarla.
Per comodità le varie ipotesi psicosomatiche sono elencate alfabeticamente in base al disturbo o all’organo preso in esame.
ASMA e ALLERGIE RESPIRATORIE
E' possibile che gli allergici non sopportino quel qualcosa in più nell'aria che fa traboccare il vaso. Persone che hanno già avuto un discreto numero di stimoli, gratificazioni, cose positive, ma anche conseguenti compiti, carichi di lavoro per cui qualcosa che si aggiunge, anche se stagionalmente, diventa difficilmente sopportabile.
Nell'asma l'aria resta intrappolata nei polmoni. I piccoli bronchi si restringono e l'aria riesce a entrare nei polmoni, ma ha difficoltà ad uscire: i polmoni sono pieni d'aria, ma non è un'aria vitale.
Credo che l'asma sia una patologia da "eccesso". Non a caso i bambini che soffrono di asma molto spesso con l'adolescenza guariscono e probabilmente l'asma è più frequente oggi, in una società con pochi figli, che non un tempo. Patologia da eccesso in genere di cose positive. E' probabile che il sofferente di asma abbia troppe attenzioni (figli unici o primi figli "soffocati" dalle famiglie per timori, preoccupazioni o altro che con l'adolescenza cominciano a staccarsi dai genitori), troppi impegni, responsabilità, forse troppi beni materiali, in genere cose positive, ma semplicemente troppe e, come si sa "il troppo stroppia" (storpia).
CAPELLI
In psicologia i capelli significano sessualità, vitalità, energia sessuale e questo collegamento probabilmente non è solo metaforico. Perchè le donne perdono i capelli meno degli uomini? Già, questioni ormonali direbbero i medici, ma gli ormoni sono proprio quelli che riportano alla sessualità; quindi è probabile che ci sia qualcosa che non va proprio nella gestione di essa. L'ipotesi è che per gli uomini che perdono i capelli la sessualità non sia soddisfacente sul piano relazionale, ad es. non si coniughi con l'amore, con un soddisfacente rapporto affettivo che sarebbe invece desiderato. Nelle donne, che probabilmente scollegano meno i due aspetti (sesso e amore), l'aspetto fortemente attrattivo dei capelli viene molto meno intaccato.
Capelli come potente arma di seduzione, ma sedurre significa “condurre a sé” e la persona da condurre a sè deve con ogni probabilità andar bene, soddisfare anche per altri aspetti oltre quello fisico-sessuale.
CUTE
La pelle è un organo di con-fine e di con-tatto con il mondo esterno e pertanto probabilmente risente, anche a livello psicologico, di tutto quanto rende problematici i rapporti con esso. (ambiente fisico, sociale, familiare ecc.)
FIBROMA
E’ una patologia frequente soprattutto in donne non giovanissime.
La mia ipotesi è che tale patologia sia collegabile alla denatalità. Per vari motivi le donne fanno pochi figli, a volte uno solo e probabilmente tale scelta non è senza conflitti. Avviene allora che l'utero si ingrossa ed è come se si ribellasse all' impedimento subito nel compiere la sua funzione e si creasse un figlio fittizio, vicario di quello che gli è negato.
INFERTILITA’
Normalmente una donna non fa un gran che per restare incinta; se si esclude l'atto sessuale, non c'è altro. E ugualmente fa abbastanza poco per portare avanti la gravidanza. Si deve stare piuttosto attente a non adottare comportamenti che potrebbero renderla più precaria o rischiosa, comportamenti perciò omissivi piuttosto che veramente attivi. La gravidanza è una cosa che va da sè; per quanto poco possa piacerci siamo un contenitore nutritivo, accogliente, protettivo, ma non "fabbrichiamo" il bambino.
Ciò contrasta con l'atteggiamento delle donne che ricorrono alla fecondazione assistita, che è fortemente "attivo" nella prima fase della procreazione. E' una procreazione fortemente voluta ed agita.
Forse un atteggiamento mentale attivo può essere "a monte" di alcune difficoltà di procreare, certo è che sono frequenti i casi di infertilità che improvvisamente, a volte dopo una psicoterapia, si sbloccano.
MALATTIE GRAVI
Ogni volta che ci si imbatte in una malattia potenzialmente mortale, occorre fare attenzione alle progettualità che la persona possiede. Infatti avere progetti, "cose da fare" tiene in vita e all'inverso se sono capitati eventi che inducono a pensare di non essere più utile a qualcuno o a qualcosa... la salute può correre gravi rischi.
PSORIASI
In questa malattia della pelle c'è un'iperproliferazione cellulare. E' come se la pelle si sforzasse di aumentare le sue funzioni protettive nei confronti dell'ambiente esterno. Le persone affette da psoriasi in effetti spesso soffrono per un ambiente o vicende socio-familiari vissute come molto stressanti o all'inverso non percepiscono il loro ambiente come sufficientemente accogliente, caloroso e protettivo.
RENI
Per le teorie cinesi del Qi Gong l'energia vitale che ci viene data alla nascita risiede nei reni. Perchè? I reni sono lavoratori instancabili, organi che “producono, dànno in continuazione", scorie certo ma anche scorie utili come fertilizzanti ecc..
Chi spende molte, troppe energie e per lo più per gli altri, può mandare "in rosso" il propro bilancio energetico e mettere a serio rischio la funzionalità di questi organi.
SENO E ORGANI FEMMINILI
Essere donna comporta ovviamente ruoli, compiti, responsabilità peculiari, soprattutto nei confronti di funzioni come il generare e l'allevare.
Se queste funzioni sono investite da un qualche rilevante problema, anche in senso metaforico, è possibile che le parti del corpo più squisitamente femminili (seno e apparato riproduttivo) ne risentano fortemente; non è un caso probabilmente che sono tra le più colpite da malattie tumorali. Può trattarsi di un figlio che non ha fatto una buona riuscita, di figli che non sono venuti affatto, di qualcosa che comunque si correla ai significati di allevare, nutrire ecc..
STIPSI
Questa osservazione la fece gia Freud: che la funzione del colon si collega a tratti di personalità. In particolare la stipsi spesso è peculiare delle persone molto parsimoniose o che comunque hanno bisogno più di ricevere che dare, ovviamente da un punto di vista psicologico.
Possono essere persone che nell'infanzia hanno "ricevuto" poco, persone che hanno paura di non assimilare a sufficienza ecc.
VENE
Ciò che parte dal cuore, il sangue, al cuore deve tornare.
Dare col cuore, viene dal cuore sono frasi che sottintendono amore, generosità. Ma dobbiamo cercare di riprenderci ciò che è nostro.. chi non lo fa potrebbe rischiare di soffrire di ristagno venoso.
Valentina Sciubba
BIBLIOGRAFIA
Solano L., Coda R. "Relazioni emozioni salute" 1994 Piccin
Bottaccioli F. "Psiconeuroendocrinoimmunologia" Red Ed.
LA CONSULENZA PSICOLOGICA PER PAZIENTI AFFETTI DA PSORIASI
Estratto dall’articolo pubblicato sul Notiziario degli Psicologi del Lazio n.6/7/8/2003 pubblicato da Valentina Sciubba
Il problema
Contestualizzazione del problema
E’ opinione diffusa tra i dermatologi e altri esperti nel campo che i pazienti affetti da psoriasi, una malattia cronica della pelle, manifestino, anche se non sempre riconoscendolo apertamente, il bisogno di essere compresi e aiutati, nella cura della loro malattia, anche sotto l’aspetto psicologico.
Un’associazione del privato sociale, che si occupa di psoriasi a livello nazionale ed internazionale, si è interessata di promuovere un servizio di sostegno psicologico e a tal fine ha favorito i contatti tra un professionista psicologo e la Clinica Dermatologica dell’Università.....di Roma.
E' stata così avviata una una sperimentazione all’interno della quale i pazienti potessero avvalersi, oltre che delle cure mediche, anche di una consulenza psicologica.
Consapevolezza del problema
E’ da tempo ben noto ai dermatologi che la psoriasi è influenzata, sia in relazione all’esordio che agli aggravamenti da situazioni di stress psicologico.
E’ anche frequente il riscontro nei pazienti affetti da psoriasi, di disturbi d’ansia e depressivi.
Il paziente è spesso al corrente dell’importanza dello stress, sia per esperienza diretta, sia per informazioni ricevute dal medico; inoltre a volte soffre per i problemi che comporta la “visibilità” della sua malattia.
Il progetto
Obiettivi
Il progetto si proponeva anzitutto di verificare l’interesse dei pazienti ad avvalersi di un sostegno psicologico.
Un secondo obiettivo prevedeva l’analisi e l’elaborazione statistica di un test di personalità somministrato ai pazienti.
Un terzo obiettivo mirava ad accertare il gradimento dei pazienti sull’intervento effettuato e sulle ricadute a livello psicologico.
Ultimo ma non meno importante scopo della sperimentazione era quello di inserire la consulenza psicologica in uno schema unitario di terapia dove il paziente si senta “preso in carico” nella globalità della sua persona.
Destinatari
Pazienti affetti da psoriasi utenti della Clinica Dermatologica dell’Università....di Roma
Processo
Nell’intervento effettuato si possono riconoscere le seguenti fasi:
1. Fase di contatto
la consulenza psicologica è stata proposta dal medico, a volte coadiuvato dallo psicologo, a tutti i pazienti in occasione della visita in ambulatorio.
2. Fase della consulenza
lo psicologo in occasione del primo colloquio somministrava il test di personalità MMPI 2 e chiariva che la consulenza aveva scopi diagnostici e di sostegno. In quanto tale si qualificava come intervento breve di durata non inferiore a tre colloqui e non superiore a otto. L’approccio seguito dall’operatore è riconducibile alle teorizzazioni delle scuole cognitiva e sistemica.
3. Fase dell’elaborazione statistica dei dati del test
4. Fase di valutazione di gradimento dell’iniziativa
E’ stato inviato a tutti i pazienti , a distanza d alcuni mesi dall’intervento, un questionario anonimo dove si chiedeva di valutare sia il servizio offerto, sia i suoi effetti sullo stato di benessere psicologico.
I risultati
I soggetti reclutati per la sperimentazione sono stati 21. L’elaborazione statistica dei risultati dell’MMPI 2 ha mostrato delle differenze significative per varie scale rispetto alla popolazione generale. Tali differenze sono tuttavia da considerare con cautela considerato che l’età media del campione di pazienti psoriasici era di 49,6 anni contro un’età media del campione di standardizzazione notevolmente inferiore.
Sono stati ottenuti 18 protocolli validi del test relativi a 9 uomini e 9 donne; sono stati considerati così due sottocampioni, uno maschile e uno femminile che hanno fornito risultati piuttosto diversi.
I dati relativi al sottocampione maschile denotano una aggressività repressa e uno stato di tensione collegato all’attività lavorativa e a relazioni familiari difficili.
Quelli relativi al sottocampione femminile invece indicano la prevalenza di stati ansioso-depressivi con caratteristiche nevrotiche e la presenza di difficoltà sul lavoro.
L’analisi dei colloqui e delle storie cliniche ha permesso di ricavare un altro dato interessante: ben nel 76% dei casi è stato possibile individuare un evento stressante che si era verificato nei due mesi precedenti l’esordio della malattia.
Un quarto di tutti gli eventi registrati si riferiva alla morte di un genitore. La psoriasi si conferma come patologia che risente negativamente di eventi e sollecitazioni provenienti dall’ambiente e percepiti come traumatici, pericolosi o irritanti.
Contraltare di questa osservazione sembra essere il dato ben noto ai dermatologi per cui anche qualunque trauma di tipo fisico a cui è sottoposta la cute degli psoriasici può favorire nella stessa sede del trauma le tipiche manifestazioni della malattia.
Dall’insieme dei dati provenienti dai colloqui e dall’analisi del test è stato possibile avanzare un’ipotesi psicogenetica secondo cui il paziente psoriasico vive in modo acuito la percezione della propria vulnerabilità.
Fattori esterni vissuti come minacciosi o disturbanti o, d’altrocanto la percezione di un ambiente socio-familiare non sufficientemente accogliente e protettivo, potrebbero avere un ruolo nello scatenarsi delle manifestazioni.
In quest’ottica è comprensibile come la perdita di una figura protettiva come quella genitoriale possa fungere da evento scatenante; l’evidenziarsi della cute come organo-bersaglio sembra sottolineare le eminenti funzioni protettive dagli agenti esterni che essa svolge.
E’ ritornato compilato l’85 % dei questionari inviati ai pazienti ad alcuni mesi di distanza dal termine della sperimentazione.
Il 77 % dei pazienti ritiene che la consulenza ricevuta abbia influito sul proprio stato di benessere psicologico migliorandolo, mentre la qualità delle relazioni sociali e familiari risulta migliorata nel 55 % dei casi. La sintomatologia fisica è giudicata invariata nel 50% dei casi e migliorata nel 44 %.
Punti di forza e criticità
Il principale punto di forza del progetto è il fatto che la consulenza psicologica sia stata inserita in un progetto unitario e coerente di cure mediche.
Ciò ha permesso ai pazienti di sentirsi “presi in carico” nella loro globalità, senza che fossero trascurati gli aspetti psicologico-sociali della loro salute.
Riproducibilità
L’intervento è senz’altro riproducibile e anzi è auspicabile che per tutte le patologie che risentono di fattori emozionali la consulenza psicologica diventi una routine.
Le ricerche indicano che fattori psicosocali influiscono sulla funzionalità immunitaria e che un sostegno sociale ha un effetto benefico su una serie di malattie acute e croniche, sulla possibilità di incidenti, sull’esito di gravidanze e sulla mortalità per varie cause.
Come evidenziano le più recenti ricerche di psiconeuroimmunologia, esistono connessioni e comunicazioni a due vie tra sistema nervoso, e quindi anche psiche, e altri sistemi e apparati del corpo.